Unanime, a livello internazionale, è il riconoscimento dell’aumento della diffusione dei disordini alimentari così come di una progressiva anticipazione dell’età di esordio di patologie tanto insidiose e resistenti al trattamento da presentare la mortalità e la morbilità più elevate tra i disturbi mentali e da costituire la terza causa di malattie croniche negli adolescenti.
A fronte di tale complessità la scienza identifica nel trattamento psicoterapico a livello ambulatoriale l’intervento elettivo per la maggioranza dei pazienti.
Lo scopo di questo workshop è proprio quello di illustrare un metodo psicoterapico di cura dei disordini alimentari, corroborato dalla ricerca e dall’efficacia empirica fin dagli anni Novanta, dettagliandone i suoi più importanti aspetti teorici e pragmatici.
Saranno così presentati i protocolli di intervento per i “nuovi” disordini alimentari, ovvero linee guida di trattamento che inglobano i rilevanti cambiamenti che negli ultimi anni hanno investito tali patologie sia da un punto di vista fenomenologico e epidemiologico, che dei loro meccanismi di formazione e persistenza.
Ecco allora che trovano rilevanza le tecniche per la valutazione e il trattamento dell’uso ossessivo e compulsivo dei social associati alla forma fisica e al controllo del cibo e delle applicazioni dedicate al fitness; quelle per valutazione e il trattamento dell’exercising, potente fattore di insorgenza, mantenimento e aggravamento del disordine alimentare e le tecniche di valutazione e trattamento della dispercezione corporea differenziate per stadio del processo terapeutico e per specificità del paziente.
Il workshop presenterà pertanto la teoria e la prassi strategica evoluta per la cura dell’anoressia giovanile e adulta, del vomiting, della bulimia, dell’exercising e del binge-eating evidenziando sia le tecniche per una corretta diagnosi operativa, sia quelle finalizzate alla costruzione e al mantenimento di una positiva e funzionale alleanza terapeutica con il paziente e con i familiari (quando necessario) e infine quelle di problem solving.
Un’attenzione privilegiata sarà data al confronto e alla discussione con i partecipanti dei contenuti e dei principali problemi e limiti e che si incontrano nella presa in carico di un paziente con disordine alimentare all’insegna delle parole di J. Robert Oppenheimer “Non c’è posto per i dogmi nella scienza. Lo scienziato è libero, e deve essere libero di porre qualsiasi domanda, di dubitare di ogni affermazione, di cercare qualsiasi prova, di correggere qualsiasi errore”.
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